Quando il bambino finalmente nacque, la tensione nella stanza sembrò allentarsi, come se tutti avessero trattenuto il respiro troppo a lungo. Il cenno dell'ostetrica, la calma del medico, il suono improvviso del primo vagito: insieme spezzarono una tensione che era stata amplificata solo dalla superstizione. Nessuno chiese quale stella fosse nel cielo o se quella data fosse benedetta o maledetta. Invece, si avvicinarono: contarono le sue dita, sentirono il suo respiro, accarezzarono la morbidezza dei suoi capelli. La paura, che all'inizio era stata così forte, svanì, mascherata dalla silenziosa, travolgente realtà della sua esistenza.
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